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<title>Rss News</title>
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<description>Latest News</description>
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<lastBuildDate>Wed, 16 May 2012 10:04:20 GMT</lastBuildDate>
<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:04:20 GMT</pubDate>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:04:20 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Metro, concerto contro il caro ticket]]></title>
<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	Caro biglietto, la protesta &ldquo;imbraccia&rdquo; chitarre, bassi e batterie e &ldquo;alza il volume&rdquo;. Il centro sociale Sos Fornace, il Punto San Precario di Fiera Rho e il Comitato No Expo chiamano tutti i cittadini a raccolta sabato 19 maggio in piazza S. Vittore dove andr&agrave; in scena un concerto in sostegno della petizione per l&rsquo;introduzione della tariffa unica e integrata fino a Rho e per abbassare il costo del biglietto a 1 euro e 50. Sul palco saliranno Vallanzaska, Junior Sprea, Beppe Rebel, Le Teste, Degenere Rebel Sound. L&rsquo;iniziativa rientra nella campagna di boicottaggio di Fiera Milano &ldquo;Fagliela pagare&rdquo; che sta per centrare l&rsquo;obiettivo delle 1000 firme. Raggiunto il traguardo, la petizione verr&agrave; consegnata al sindaco di Rho Pietro Romano e all&rsquo;ad di Fiera Milano Enrico Pazzali. &laquo;A fronte degli 800 milioni di euro di soldi pubblici spesi per realizzare le infrastrutture di accesso al polo fieristico, di cui 148 milioni per la metropolitana, 80 per la stazione del passante e dell&rsquo;alta velocit&agrave;, 290 per gli accessi stradali, - spiegano i promotori della manifestazione - chi vive nel rhodense continua a sopportare il costo di 2,50 euro di biglietto della metro, 2,30 euro per il treno da Rho centro e 2 euro per quello da Rho Fiera. Le tariffe di biglietti e abbonamenti, invece, andrebbero uniformate con quelle di Milano perch&egrave; il nostro territorio &egrave; inserito in un&rsquo;unica area metropolitana che &egrave; quella milanese&raquo;. Secondo gli organizzatori, poi, &laquo;con Expo 2015 la situazione peggiorer&agrave; a causa di tutte le risorse pubbliche che questo &ldquo;grande evento&rdquo; risucchier&agrave; dai bilanci dello Stato e degli enti locali per realizzare le infrastrutture che verranno ripagate con un ulteriore aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale&raquo;. &laquo;Se il prolungamento della metro, la stazione ferroviaria, le strade e tutte le opere di accessibilit&agrave; sono state fatte in funzione del polo fieristico e di Expo 2015 &ndash; concludono i promotori del concerto in piazza S. Vittore - allora &egrave; giusto che anche Fiera contribuisca a garantire il diritto alla mobilit&agrave; per i lavoratori precari di questo territorio, finanziando direttamente un fondo per la mobilit&agrave; pubblica e la riduzione delle tariffe&raquo;.</p>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:00:52 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[PASTICCIO MACAO]]></title>
<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	Il temuto sgombero si &egrave; presentato al portone di Torre Galfa, ieri mattina, alle 6.30 in punto, come nella migliore tradizione, con un plotone di forze dell&#39;ordine in assetto antisommossa. Circa 20 ragazzi di Macao all&#39;interno. Non hanno opposto resistenza, 9 sono stati denunciati per occupazione abusiva. &laquo;Come consiglieri comunali chiederemo che la propriet&agrave; ritiri la denuncia&raquo;, ha affermato Luca Gibillini, consigliere di Sel, accorso in via Galvani, insieme a centinaia di milanesi, per sostenere Macao, &laquo;ridurre tutta questa meraviglia di protagonismo a un&#39;aula di tribunale sarebbe svilente per Milano&raquo;. La via &egrave; stata bloccata da diverse assemblee, lezioni in piazza, tavoli di coordinamento e concerti improvvisati ai piedi del &laquo;grattacielo dei sogni preso dalla citt&agrave; e non occupato da 4 sciagurati&raquo;, ha urlato nel megafono, durante l&#39;assemblea del mattino, uno dei ragazzi di Macao. In 10 giorni, da Torre Galfa sono passate oltre 10.000 persone &laquo;che vogliono salire al 33esimo piano per vedere come pu&ograve; essere la citt&agrave; da un altro punto di vista&raquo;. Dalla platea seduta sul pav&eacute; si &egrave; alzato il coro &#39;Siamo tanti&#39;. &laquo;Questa &egrave; l&#39;occupazione dei sogni&raquo;, &egrave; intervenuto un altro, &laquo;perch&eacute; pensavamo che il vento fosse cambiato ma continua a spirare da un&#39;altra parte&raquo;, riferendosi, implicitamente, al sindaco Pisapia. &laquo;La propriet&agrave; &egrave; di Ligresti&raquo;, si &egrave; alzata un&#39;altra voce, &laquo;molto amico del prefetto, rappresentante del governo. Sappiamo chi comanda in questa citt&agrave;. Sono passati assessori e consiglieri comunali e ci hanno detto che non potevano fare di pi&ugrave;. Allora, cosa ci state a fare? Se il governo di una citt&agrave; subisce il potere privato vuol dire che non vale nulla. Macao non finisce con questo sgombero&raquo;. La folla, sempre pi&ugrave; numerosa, scandisce &#39;Siamo qua, stiamo qua, venite tutti qua&#39;. Bert, membro di Isola art center, esperienza di un centro per l&#39;arte creata dal basso che, 5 anni fa, sub&igrave; lo sgombero dalla Stecca degli artigiani, reperto di archeologia industriale abbattuto per fare spazio a &laquo;2 grattacieli di lusso in collaborazione con Ligresti&raquo; conferma che &laquo;tutto il mondo della cultura internazionale ci sta guardando. Hanno aderito all&#39;appello di Macao, tra gli altri - spiega - i direttori dei musei di Ginevra, Buenos Aires, Nuova Delhi&raquo;. In mezzo ai ragazzi di Macao anche il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo, che ha definito &laquo;un&#39;occupazione quella della polizia, un&#39;illegalit&agrave; sostanziale sottrarre alla citt&agrave; degli spazi che potrebbero migliorarne la qualit&agrave;&raquo; e Dario Fo. &laquo;Noi di qua non dobbiamo muoverci - ha tuonato il premio Nobel - il potere costituito &egrave; nel casino totale e questo fa s&igrave; che si realizzino gesti imbecilli come liberare una torre per lasciarla vuota. Noi prendemmo palazzina Liberty perch&eacute; avevamo 18.000 associati. Gente pronta ad agire per i diritti. Qui la popolazione &egrave; indignata, vi sostiene e quindi andate avanti per questa strada. Siete nella giusta posizione. Loro sono il vuoto nell&#39;inutilit&agrave;, nell&#39;imbecillit&agrave; dei gesti&raquo;. <span style="display: none;">&nbsp;</span><span style="display: none;">&nbsp;</span><span style="display: none;">&nbsp;</span><span style="display: none;">&nbsp;</span><span style="display: none;">&nbsp;</span><span style="display: none;">&nbsp;</span><span style="display: none;">&nbsp;</span><span style="display: none;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: right;">
	<strong>Paola Ceretta</strong><span style="display: none;">&nbsp;</span><span style="display: none;">&nbsp;</span><span style="display: none;">&nbsp;</span><span style="display: none;">&nbsp;</span><span style="display: none;">&nbsp;</span><span style="display: none;">&nbsp;</span><span style="display: none;">&nbsp;</span><span style="display: none;">&nbsp;</span></p>
]]></description>
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</item>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 09:58:41 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Via Bruschetti, armati in un bar: scoppia lite e sparano, 5 arresti]]></title>
<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	Armati di pistola semi automatica, pistola tamburo e fucile a pompa, e ubriachi. Cos&igrave; 5 uomini si sono presentati in un bar di via Bruschetti. Mostrando le armi al titolare, si sono fermati nel locale, poi &egrave; nata una lite con un coppia in seguito a delle avances di uno del gruppo verso la donna. Da qui la lite conclusasi con gli spari (2 colpi di pistola e uno di fucile), all&#39;esterno del locale, uditi da una volante di passaggio che &egrave; riuscita a bloccare i 5 e arrestarli per possesso di armi clandestine. Si tratta di italiani pregiudicati.</p>
]]></description>
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</item>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 09:55:01 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[“Bright Light City Skyline” – BEDTIME FOR CHARLIE]]></title>
<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	Mentre il loro tour bus &egrave; attualmente in giro per l&rsquo;Europa Orientale in supporto del &ldquo;<strong><em>Discomfort Is My Fuel Tour</em></strong>&rdquo;, c&rsquo;&egrave; chi in Italia, specialmente a Roma, attende l&rsquo;occasione per vederli nuovamente dal vivo dopo la data di un paio di settimane fa al <strong>Closer</strong>. Loro sono i <strong>Bedtime For Charlie</strong>, quartetto punk-rock della Capitale attivo dal 2001 con diversi live all&rsquo;estero sulle spalle (Ucraina e Russia su tutti). &ldquo;<strong><em>Bright Light City Skyline</em></strong>&rdquo; &egrave; il nome della loro ultima creazione, sotto etichetta <strong>No Reason Records</strong>, in cui l&rsquo;easy punk che li ha resi noti viene affiancato da sonorit&agrave; pi&ugrave; moderne, sempre di chiara ispirazione statunitense, per dare una rinfrescata ad un genere dalle mille sfaccettature ma dalla trama principale sempre uguale.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Raramente le tracce di questo lavoro superano i tre minuti, a sostegno di un tipo di musica che tradizionalmente ha questa caratteristica, a cominciare dalla opening track &ldquo;<strong><em>Throwing Life Away</em></strong>&rdquo;, in cui a regnare sono quelle atmosfere da serie tv giovanile americana evocate dalle sue note. A seguire il punk (quasi hardcore) pi&ugrave; serrato di &ldquo;<strong><em>Collide</em></strong>&rdquo;, dalle &ldquo;solite&rdquo; orecchiabili melodie nei cantati ed un collegamento diretto al terzo brano del disco, quella &ldquo;<strong><em>Swim With The Sharks</em></strong>&rdquo; di cui &egrave; stato di recente girato il videoclip sulla spiaggia (intro in pieno stile Paramore a rappresentare, come detto, un punk moderno ed attuale). &ldquo;<strong><em>Airplane</em></strong>&rdquo; &egrave; poi una canzone pi&ugrave; elaborata dal punto di vista compositivo, anche se pone le basi sulla stessa matrice del resto del disco, ma non come &ldquo;<strong><em>Lockjaw</em></strong>&rdquo; (prima di cui c&rsquo;&egrave;, per la cronaca, &ldquo;<strong><em>Discomfort Is My Fuel</em></strong>&rdquo;, che d&agrave; il nome al tour promozionale tuttora in corso dei <strong>Bedtime For Charlie</strong>): il classico 4/4 serrato in battere viene arricchito da un&rsquo;intro soft azzeccata, coinvolgenti break, effetti di contorno caratteristici ed un buon arrangiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">
	A riportare tutti sulla costa californiana &egrave; il singolo &ldquo;<strong><em>The Snake</em></strong>&rdquo;, uno dei migliori brani dell&rsquo;album, dopodich&egrave; &egrave; la volta di &ldquo;<strong><em>I Never Sold Out Because I Never Got The Chance</em></strong>&rdquo; (cori introduttivi degni dei migliori Offspring e tema principale in rimando ai primi Green Day), &ldquo;<strong><em>Checkin&rsquo;Out The Waves</em></strong>&rdquo; (un po&rsquo; pi&ugrave; spinta ma sempre la solita solfa) e l&rsquo;ottima closing-track &ldquo;<strong><em>Minefields And Getaways</em></strong>&rdquo;, da godere immaginando un tramonto estivo di Miami mentre si &egrave; in spiaggia con gli amici con una birra in mano. L&rsquo;ottima qualit&agrave; di registrazione dell&rsquo;album supporta al meglio (qualche sgolatina a parte&hellip;) il progetto di un gruppo a cui non manca n&eacute; esperienza dal vivo, n&eacute; tantomeno il pieno sotto al palco nei tour esteri. Ora serve solo il salto nei pro.</p>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">
	<strong>TRACKLIST</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
	1 &ndash; Throwing Life Away</p>
<p style="text-align: justify;">
	2 &ndash; Collide</p>
<p style="text-align: justify;">
	3 &ndash; Swim With The Sharks</p>
<p style="text-align: justify;">
	4 &ndash; Airplane</p>
<p style="text-align: justify;">
	5 &ndash; Discomfort Is My Fuel</p>
<p style="text-align: justify;">
	6 &ndash; Lockjaw</p>
<p style="text-align: justify;">
	7 &ndash; The Snake</p>
<p style="text-align: justify;">
	8 &ndash; I Never Sold Out Because I Never Got The Chance</p>
<p style="text-align: justify;">
	9 &ndash; Checkin&rsquo; Out The Waves</p>
<p style="text-align: justify;">
	10 &ndash; Minefields And Getaways</p>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">
	&ldquo;<strong><em>Bright Light City Skyline</em></strong>&rdquo; &egrave; stato registrato, mixato e masterizzato presso l&rsquo;<strong>Hell</strong><strong> Sell</strong><strong> Studio</strong>(RM).</p>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">
	<strong><em>Marco Reda</em></strong></p>
<p style="text-align: center;">
	<a href="https://www.facebook.com/pages/Bedtime-for-Charlie/62051191144"><em>Facebook</em>page</a></p>
<p style="text-align: center;">
	<a href="http://www.noreasonrecords.com/"><strong>No Reason Records</strong></a></p>
<p style="text-align: center;">
	<a href="http://www.youtube.com/watch?v=HbCmHEQ2UHk">&ldquo;<strong><em>Swim With The Sharks</em></strong>&rdquo; videoclip</a></p>
<p style="text-align: center;">
	&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">
	&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">
	&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">
	&nbsp;</p>
]]></description>
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</item>
<item>
<pubDate>Wed, 16 May 2012 09:53:49 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[India, caso marò: si decide oggi sul trasferimento a guest house]]></title>
<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	Il direttore generale della polizia del Kerala decider&agrave; oggi sull&#39;opportunit&agrave; di traferire i due mar&ograve; italiani dalla prigione di Trivandrum ad un luogo pi&ugrave; appropriato, come una guest house. Ne d&agrave; notizia il quotidiano locale The Hindu, secondo cui, il 9 maggio scorso, la Corte Suprema ha dato alle autorit&agrave; keralesi una settimana di tempo per rispondere alla richiesta italiana di trasferimento dei due militari.</p>
]]></description>
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</item>
<item>
<pubDate>Wed, 16 May 2012 09:51:56 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Pranzo Monti-Berlusconi: nel menù le tensioni in maggioranza]]></title>
<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	Si tiene alle 13,30 a Palazzo Chigi la &ldquo;colazione di lavoro allargata&rdquo; tra Mario Monti, Silvio Berlusconi, Angelino Alfano e Gianni Letta. L&#39;appuntamento &egrave; stato fissato dopo che era stata annullata un&#39;altra colazione di lavoro tra Monti e Berlusconi che si sarebbe dovuta tenere lo scorso 19 aprile. In quella occasione un comunicato dello staff dell&#39;ex presidente del Consiglio precisava che la scelta s&#39;inquadrava nella decisione di Berlusconi di &ldquo;non alimentare polemiche ed evitare o prevenire insinuazioni malevole su questioni inerenti le frequenze televisive&rdquo; (il beauty contest).</p>
<p style="text-align: justify;">
	Ieri Alfano ha teso a smorzare le attese sul risultato dell&#39;incontro. Ha per esempio smentito categoricamente la possibilit&agrave; che dopo i ballottaggi delle elezioni amministrative possa esserci un rimpasto dell&#39;esecutivo che preveda l&#39;ingresso di ministri politici: &ldquo;Abbiamo deciso fin dall&#39;inizio di non contribuire alla formazione del governo con nostri uomini&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Alfano preferisce parlare di conferma di un &ldquo;leale sostegno a Monti&rdquo;. Ma le indiscrezioni sulla vigilia della colazione di lavoro accreditano l&#39;ipotesi che da Berlusconi e dal segretario del Pdl verr&agrave; la ferma richiesta di bloccare qualsiasi idea di nuove tassazioni, a iniziare da una eventuale patrimoniale. Quindi niente cambiali in bianco sull&#39;economia, mentre Berlusconi insister&agrave; nel chiedere che il governo prema affinch&egrave; proceda l&#39;iter della riforma costituzionale che prevede tra l&#39;altro riduzione dei parlamentari, nuovo ruolo per il Senato e piu&#39; poteri al premier.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Nel Pdl c&#39;&egrave; inoltre tensione sulle scelte da compiere nell&#39;immediato e sull&#39;opportunit&agrave; dell&#39;incontro di oggi tra Monti, Berlusconi e Alfano. Ignazio La Russa, ex ministro della Difesa e tra i coordinatori del partito, spiega il suo dissenso: &ldquo;Se fossi stato io presidente o segretario del partito, non avrei incontrato il presidente del Consiglio a quarantott&#39;ore dai ballottaggi, non sarei andato a fustigarmi facendo vedere che stiamo tutti assieme quando il 75% per cento dei nostri elettori non &egrave; d&#39; accordo con questo governo&rdquo;. Anche l&#39;ex ministro Altero Matteoli &egrave; su questa posizione: &ldquo;Non sarei andato a Palazzo Ghigi&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Fa discutere nel Pdl la forte flessione nelle elezioni amministrative, attribuita da alcuni all&#39;uscita di scena di Berlusconi e da altri all&#39;appiattimento nei confronti del governo Monti che avrebbe varato provvedimenti come l&#39; Imu invisi alla base sociale del partito. Non si tratta solo del riemergere di antiche differenze tra la componente ex Forza Italia e quella ex Alleanza nazionale. Berlusconi sarebbe il piu&#39; convinto nel proporre una &ldquo;federazione dei moderati&rdquo; utile a tessere il dialogo con Pier Ferdinando Casini, che intanto ha di fatto sciolto il Terzo polo, e Luca Cordero di Montezemolo e con qualche attuale ministro come Corrado Passera. L&#39;ipotesi della federazione sarebbe per Berlusconi una risposta positiva anche a chi, come il senatore Beppe Pisanu, ha auspicato il superamento del Pdl per rinnovare l&#39;alleanza dei moderati in vista delle elezioni del 2013.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Nel Pdl c&#39;&egrave; poi chi preferirebbe staccare subito la spina al governo tentando di recuperare l&#39;alleanza con la Lega Nord.Non &egrave; di questo parere Berlusconi che, pur criticando alcune scelte dell&#39;esecutivo, ha fin qui sostenuto l&#39;esigenza di non aggravare la situazione di ingovernabilit&agrave; della crisi economica. La nascita di una possibile &ldquo;federazione dei moderati&rdquo;, avrebbe spiegato l&#39; ex presidente del Consiglio ai vertici del Pdl, ha bisogno di tempo per prendere forma.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Nella colazione di oggi sembra inevitabile che si parli pure di legge elettorale (il presidente Giorgio Napolitano preme per una riforma in tempi brevi) e di giustizia. Sulla prima questione il Pdl si orienterebbe a qualche modifica del cosiddetto &ldquo;porcellum&rdquo;. Tra queste, l&#39;inserimento della preferenza a disposizione dell&#39;elettore per il 70% degli eletti riservando ai partiti un 30% di candidati da eleggere su lista bloccata. Sulla seconda, il Pdl chiede rassicurazioni sul fatto che il ddl anticorruzione in discussione alla Camera non diventi uno strumento di propaganda giustizialista.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Ieri a Montecitorio il Pd ha denunciato l&#39;ostruzionismo del Pdl in commissione Giustizia dove si discuteva il ddl anticorruzione e insieme all&#39;Idv ha puntato l&#39; indice contro il partito di Berlusconi che non vorrebbe il ripristino del reato di falso in bilancio. La situazione potrebbe sbloccarsi domani, quando in commissione Giustizia sar&agrave; presente il guardasigilli Paola Severino.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Alfano rassicura sul destino del ddl anticorruzione: &ldquo;La data di discussione in Aula &egrave; stata fissata e credo che sar&agrave; rispettata. Noi saremo presenti con le nostre idee e i nostri emendamenti tenendo conto che quello &egrave; un disegno di legge a mia firma&rdquo;. Fu infatti licenziato, nella prima versione, da un Consiglio dei ministri tenutosi nel 2010. (asca)</p>
]]></description>
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<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:56:45 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Obama “presidente gay": Newsweek e la guerra delle copertine]]></title>
<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	Un&#39;aureola con i colori arcobaleno della bandiera omosessuale LGBT, lo sguardo assorto e un titolo che promette un vespaio di polemiche: &ldquo;Il primo presidente gay&rdquo;. <strong>Barack Obama</strong> si prende la copertina della prossima edizione del <strong>Newsweek</strong>: il settimanale americano gli ha dedicato l&#39;apertura dopo che l&#39;inquilino della Casa Bianca si &egrave; schierato a favore dei matrimoni omosessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Nel comunicato diffuso come anticipazione, il magazine ha motivato la sua scelta editoriale sottolineando come sia &ldquo;facile liquidare l&#39;annuncio del presidente Obama a favore delle nozze gay come una mossa politica&rdquo; per le prossime presidenziali americane. Un portavoce dell&#39;editore Tina Brown ha tuttavia confidato al <strong>New York Post</strong> questa mattina che la popolare giornalista britannica avrebbe ammesso di aver preso la questione come una vera e propria sfida tra testate, in seguito alla provocazione del <strong>Time</strong> di pochi giorni fa, quando il quotidiano di Londra, in occasione della &quot;Festa della mamma&quot;, aveva pubblicato l&#39;immagine di una madre mentre allatta il figlio di 3 anni. &ldquo;Quando Tina ha visto la copertina del Time si &egrave; messa a ridere e ha detto: diamo inizio ai giochi&rdquo;&#39;, ha spiegato il portavoce.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Nei giorni scorsi Obama &egrave; diventato ufficialmente il primo presidente della storia statunitense ad assumere una posizione favorevole alle unioni tra persone dello stesso sesso. Il primo passo l&#39;ha compiuto durante un&#39;intervista all&#39;Abc. Lo ha fatto, tuttavia, precisando a pi&ugrave; riprese che i singoli Stati continueranno a decidere autonomamente. Qualche giorno dopo il Presidente ha quindi ripescato l&#39;argomento sotto il tendone allestito per la cena di raccolta fondi organizzata da <strong>George Clooney</strong> nella sua abitazione a Studio City, ad Hollywood. &ldquo;Nelle ultime ore - ha detto con un velo di sarcasmo - abbiamo fatto notizia. Ritengo che i matrimoni gay siano un&#39;estensione logica di quello che si suppone siano gli Stati Uniti. Siamo o non siamo il paese che include tutti, che offre una possibilit&agrave; a tutti e che tratta tutti in modo giusto?&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Le dichiarazioni, sbattute alla presenza di 150 star mondiali, da <strong>Barbra Streisand</strong> a <strong>Billy Cristal</strong>, da <strong>Salma Hayek</strong> a <strong>Robert Downey Junior</strong>, gli sono valse quindici milioni di dollari incassati da destinare alla prossima campagna elettorale. Sul fronte repubblicano, dal canto suo, <strong>Mitt Romney</strong> ha cercato di tenere al meglio, e ai microfoni di <strong>Fox news</strong> ha replicato con una flessibilit&agrave; destinata a far discutere, soprattutto tra le file dei propri fedelissimi: &ldquo;Se due persone dello stesso sesso vogliono vivere insieme, avere una relazione sentimentale e anche adottare un bambino, a mio parere hanno il diritto di farlo, ma chiamare tutto ci&ograve; matrimonio &egrave; una deviazione da quello che &egrave; il reale significato del termine&rdquo;. Inoltre, l&#39;ex governatore del Massachusetts ha provato ad inseguire lo sfidante dopo essere finito sotto accusa per le sue intemperanze giovanili e i suoi atti di bullismo contro alcuni studenti omosessuali. Senza contare che qualche settimana fa il suo portavoce <strong>Richard Grenell</strong> &egrave; stato costretto alle dimissioni dopo i numerosi attacchi ricevuti da parte dei conservatori poich&egrave; dichiaratamente gay. Secondo la stampa Usa &ldquo;Grenell avrebbe dichiarato che la sua capacit&agrave; di parlare in modo chiaro e deciso&rdquo; delle questioni di politica estera &ldquo;era gravemente minata dalle discussioni di parte su questioni personali&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Intanto, a poco pi&ugrave; di una settimana dall&#39;exploit di Obama la reazione dell&#39;opinione pubblica vira a favore dei democratici esprimendo il proprio sostegno alle nozze fra persone dello stesso sesso: un nuovo sondaggio <strong>Cbs News/New York Times</strong> mostra infatti come una solida maggioranza, il 62% degli americani, ritiene che le unioni omosessuali dovrebbero essere riconosciute per legge. Ad oggi negli Stati Uniti le nozze gay sono consentite in Massachusetts, Iowa, Vermont, New Hampshire, Connecticut, New York e District of Columbia. Maryland, New Jersey e Washington hanno approvato quest&#39;anno una legge che consente il matrimonio omosessuale, ma il governatore Chris Christie ha posto il veto al provvedimento in New Jersey, mentre in Maryland e a Washington diversi gruppi di pressione stanno minacciando iniziative per ribaltare il colpo. Al contrario, di recente gli elettori della Carolina del Nord hanno approvato con un referendum un emendamento alla Costituzione dello Stato che proibisce il matrimonio tra omosessuali. (asca)</p>
]]></description>
<link>http://www.milano.cinquegiorni.it/news.asp?id=4711</link>
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</item>
<item>
<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:17:33 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[PER ELISA - Lo show della Clerici? Non è stato solo un flirt]]></title>
<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	&Egrave; stato solo un flirt? No, direi piuttosto che quello tra il programma di <strong>Antonella Clerici</strong>, andato in onda su <strong>Rai Uno</strong>, e il pubblico televisivo &egrave; stato un amore cresciuto bene, nonostante gli ascolti che migrano grazie all&#39;offerta sempre pi&ugrave; ampia delle reti digitali e quella delle tv satellitari. Lo show del sabato sera di Antonella ha infatti retto nella prima puntata il confronto con <strong>Amici </strong>di<strong> Maria De Filippi</strong>, e nell&#39;ultima ha totalizzato 19,55% di share con quasi quattro milioni di telespettatori. Numeri niente male per un programma tutto nuovo, un esperimento rispetto ai talent show dove sono la gara e l&#39;adrenalina a far da padroni e che attirano un pubblico che pu&ograve; permettersi di guardare senza impegnarsi troppo.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Antonella ha puntato su un programma fatto di storie di gente comune, ricordi e sentimenti: lui o lei che tramite una scatola dei ricordi parlano del primo amore o di quel flirt che &egrave; rimasto nel cuore nonostante la vita abbia allontanato le persone e diviso le strade. Un modo di far televisione adatto a un pubblico dedito all&#39;ascolto e che se l&#39;&egrave; dovuta vedere con gli agguerriti ragazzi della De Filippi, supportati in questa edizione dalle performance dai big delle stagioni precedenti, anche loro in gara. Insomma una sfida quella tra il programma di Antonella e Amici che sembra un Davide contro Golia, ma dalla quale la Clerici &egrave; uscita a testa alta! Complimenti per la tenacia! E a proposito di Davide contro Golia: non perdetevi <strong>Punto su di te</strong> mercoled&igrave; in prima serata su <strong>Rai Uno</strong>. Ce la vedremo con la coppia <strong>Fazio </strong>e<strong> Saviano </strong>su<strong> La 7</strong>: due Golia al prezzo di uno. Ma io punto su di voi!</p>
<p style="text-align: right;">
	<strong>Elisa Isoardi</strong></p>
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<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:10:37 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Cede il terreno, spuntano le tombe]]></title>
<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	Una necropoli dimenticata dal tempo nel sottosuolo di Cambiago. Accade nel centro storico del paese dell&rsquo;hinterland est di Milano, a due passi dalle scuole elementari. Alcuni giorni fa, in seguito al cedimento del terreno nel parco delle Rimembranze di via Vittorio Veneto, sono venute alla luce alcune tombe delle quali si ignorava l&rsquo;esistenza. Un&rsquo;arcata con mattoni a vista, al di sotto dell&rsquo;area verde dedicata ai Caduti di tutte le guerre, nella quale i bambini delle scuole trascorrono qualche ora pomeridiana tra la frescura degli alberi. E&rsquo; venuta alla luce probabilmente a causa delle intense piogge che nei giorni scorsi hanno interessato costantemente tutta l&rsquo;area milanese. Segnalato il cedimento al comune che, tramite ufficio tecnico, ha avvisato l&rsquo;Asl e gli altri enti preposti per effettuare i primi rilievi, dopo che con una ruspa &egrave; stato allargato il buco per osservare meglio lo storico ritrovamento. La voce ha inevitabilmente fatto il giro del paese e in breve tempo alle tante domande su cosa fosse sotterrato nel parco delle Rimembranze, &egrave; stata data una risposta. Si tratterebbe delle ultime tombe del vecchio cimitero del paese, oggi collocato in via Matteotti ma che un tempo si trovava proprio dove oggi sorge il parchetto. Un cimitero &ldquo;di transizione&rdquo;, tra quello settecentesco accanto alla chiesa e quello odierno, costruito i primi del 1900 a met&agrave; strada tra Cambiago e la frazione Torrazza. A conferma delle voci di paese, Vincenzo Sala, storico esperto di storia locale che lo scorso anno ha pubblicato il volume &ldquo;Cambiago e Torrazza dalle origini al XX secolo&rdquo;, ha detto la sua: &laquo;Su quell&rsquo;area era presente lo storico cimitero comunale del 1800, pertanto l&rsquo;ipotesi &egrave; che si tratti di sepolture relativamente recenti, risalenti agli anni antecedenti la costruzione del nuovo cimitero&raquo;. Difficile avere conferme certe, a causa della mancanza di documentazione: &laquo;Negli archivi non abbiamo trovato tracce di cosa sia accaduto dopo la dismissione dal cimitero e di chi abbia eseguito i lavori&raquo;. &laquo;Un cedimento avvenuto a causa delle piogge che nei giorni scorsi hanno interessato la nostra zona &ndash; ha commentato il primo cittadino Silvano Brambilla &ndash; Con l&rsquo;aiuto dell&rsquo;ufficio tecnico e degli anziani, la memoria storica del nostro paese, cercheremo di avere maggiori informazioni&raquo;. Per il momento, il parco rimane chiuso in attesa di ulteriori sviluppi.</p>
<p style="text-align: right;">
	<strong>Daniele Orlandi&nbsp; </strong></p>
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<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:05:01 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[LA MILANO DI TURATELLO]]></title>
<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	O si lavora o si ruba. Senza niente da fare non si pu&ograve; stare&rdquo;, era il motto di Francis Turatello, re della Milano anni &#39;60/&#39;70. Antonella D&#39;Agostino, sua amica fraterna, ne tratteggia un ritratto inedito nel suo ultimo libro &ldquo;Francis faccia d&#39;angelo-La Milano di Turatello&rdquo;, edito da Le Milieu, che verr&agrave; presentato domani, alle 18.30, al teatro Litta. Il romanzo si snoda in una lunga conversazione con l&#39;unico figlio di Turatello, Eros, durante una cena al ristorante Gaspare, in cui Antonella svela luci e ombre di &ldquo;faccia d&#39;angelo&rdquo;, soprannome affibbiatogli da bambino perch&eacute; riusciva a farsi perdonare qualsiasi marachella con la sua aria angelica, figlio naturale del boss italoamericano Frank Coppola, che gestiva la malavita, furti, bische, prostituzione, sequestri, come un normale uomo d&#39;affari, intrattenendo rapporti con la mafia, la banda della Magliana, il clan dei Marsigliesi, la politica e la la P2. Accanto alle classiche gesta da gangster, colpi clamorosi come quello alla gioielleria Colombo di via Montenapoleone, in pieno giorno, con la complicit&agrave; di Albert Bergamelli, emerge la figura di un uomo che, pur mantenendo l&#39;etica della &ldquo;mala&rdquo; di allora, ne scardina gli schemi. Come i &ldquo;rapimenti telefonici&rdquo;. Individuava un personaggio facoltoso, lo incontrava in uno dei suoi locali, gli proponeva di andarsene all&#39;estero per una settimana, nel frattempo faceva credere alla famiglia che era stato rapito e chiedeva il riscatto, pagato dall&#39;assicurazione del rapito. Cos&igrave; non si faceva male nessuno e ci guadagnavano tutti. Era una questione di prestigio avere &ldquo;le donne&rdquo;, ma a modo suo. Niente papponi, sudice periferie e botte ma alberghi cinque stelle o appartamenti in cui incontrare i clienti. Quelle che abbordavano per strada, giravano a bordo di lussuose macchine. Turatello era un uomo imponente, fisicamente e psicologicamente, carismatico, amava risolvere le diatribe dialogando, prima di arrivare alle mani. Aveva il culto dell&#39;amicizia, dell&#39;onore, del rispetto e una generosit&agrave; infinita, tanto da aiutare chiunque se lo meritasse, anche fuori dal suo giro. Sul lavoro era meticoloso: tutto deve funzionare senza fare danni, senza che nessuno si faccia male. Non poteva soffrire, invece, gli infami, quelli che erano violenti con le donne, quelli che non rispettavano la &ldquo;regole&rdquo;, per quanto malavitose. E l&igrave; diventava una belva. Sullo sfondo una Milano di cui non &egrave; rimasta traccia. Molti dei locali citati da Antonella non esistono pi&ugrave;, altri sono diventati dei centri sociali, di qualcuno sopravvive il nome. Non ci sono pi&ugrave; neanche i colori e l&#39;atmosfera da &ldquo;non vivant&rdquo; di quella Milano. Scrive Antonella: &ldquo;si era intervenuti con una cesoia e si era tagliata la corda che legava il mondo dell&#39;imprenditoria, della politica, delle associazioni malavitose e dei delinquenti di strada&rdquo;. Con la morte di Francis hanno distrutto un mondo? Pare proprio di s&igrave;. &nbsp;&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">
	<strong>Paola Ceretta</strong></p>
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